Eccellenze Italiane ID ANTICONTRAFFAZIONE N.10616
Descrizione

I sapori di una volta

La crescia, specie di pane azzimo, al tempo degli Umbri si cuoceva su una lastra di pietra infuocata o “panaro. In seguito la lastra ha assunto forma rotonda. In epoca ancora più recente il panaro in pietra è stato sostituito da alcuni, con un disco di lamiera di ferro piuttosto spesso.
È ideale servita con affettati, carni o verdure e può essere sostitutiva del pane… ORA NON VI RESTA CHE PROVARLA!

Nata intorno al 1900 a.C. la torta al testo deve il suo nome originale alle particolari tegole di terracotta (chiamate “testum” in latino) su cui si era soliti cuocere pani e focacce fin dai tempi dei romani. In seguito il testum ha assunto una forma rotonda e prende il nome di panaro.
Il panaro, anticamente un disco fatto con scaglie di ghiaia di fiume impastate con argilla, veniva riscaldato su un focolare ed usato direttamente come piano cottura per la torta. In epoca recente il panaro in pietra è stato sostituito con un disco di lamiera piuttosto spessa con manico e treppiede, ma ancora oggi in molte case eugubine si continua ad usare il panaro ottenuto però da un impasto di cemento e “pietra serena” macinata.
La crescia, piatto povero per eccellenza, veniva preparata in occasione delle giornate di lavoro nei campi, quando occorreva saziare grandi appetiti ma bisognava risparmiare sul più prezioso pane.
La crescia sul panaro si chiamava mefa al tempo degli Umbri e poteva essere condita (come oggi) con i formaggi freschi, le verdure di campo, le carni nostrane, gli affettati, e… accompagata da un buon bicchiere di vino.

La scelta dei prodotti a KM0 è stata ben mirata per poter cosi far assaporare ai nostri clienti i sapori di un tempo spesso perduti e messi nel dimenticatoio. La nostra scelta è anche stata determinata dal fatto che vogliamo evitare tutti quei prodotti che sono trattati con concimi chimici, per quel che riguarda la farina, con antibiotici per la carne, con pesticidi per gli ortaggi e utilizzare i prodotti genuini del nostro territorio.

La nostra filosofia

L’arredo ha dei canoni ben precisi ai quali si sono rifatti scenografi e architetti. La priorità è quella di raccontare la storia rurale e gastronomica della civiltà contadina, la sua identità, lo sforzo e la dedizione per raggiungere prodotti di qualità quali il grano, la farina, la carne, le verdure,… per il sostentamento della famiglia all’epoca numerosa. Raccontiamo la storia dell’Italia della fine del ‘700 inizi ‘900 per questo la maggior parte degli elementi d’arredo sono autentici: torchiotrincia foraggibottibanchi da lavoro,… L’ambiente, unico nel suo genere,diventa un museo contadino, un ambiente che ben ricorda la tipica cantina italiana dove in primis gli amici erano i benvenuti e si festeggiava il buon raccolto brindando alla fertilita e prosperità. L’allegria e il semplice vivere rendevano questi momenti unici…

Posizione

Via Camillo Benso Conte di Cavour 23 06024 Gubbio (PG) Italia

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