Eccellenze Italiane ID ANTICONTRAFFAZIONE N. 9205
Descrizione

Le nostre origini e la nostra passione

Il maestro Pizzaiolo Luca D’Auria,  gestisce la storica pizzeria Panuozzomania in San Giusto attiva dal 2000 famosa per l’asporto e la consegna a domicilio dell’impareggiabile pizza napoletana e ovviamente dei panuozzi.

Luca D’auria, pomodoro nelle vene e farina sulle mani, in una favola invece che sotto un cavolo, sarebbe stato trovato in un sacco della farina e avvicinando il naso alla sua piccola nuca avremmo sentito profumo di lievito.

D’Auria padre, ristoratore di Castellammare di Stabia in provincia di Napoli, si spostò con la famiglia a Pisa circa trent’anni fa. La pizzeria PanuozzoMania è nata dopo 25 anni di attività del ristorante-pizzeria di famiglia I Gemelli. Perché i D’Auria sono 5 fratelli di cui 2 coppie di gemelli e i 4 sono poi diventati tutti pizzaioli!

Luca è inoltre Tecnico Dimostratore per Grandi Molini Italiani primo produttore italiano di farina di grano tenero per uso domestico, professionale e industriale e tra i principali gruppi molitori in Europa.

 

Luca, ci dici di cosa vai fiero nel tuo locale?

Il prodotto. La mia pizza napoletana è veramente buona, sono i clienti a confermarmelo. E il segreto sono gli ingredienti: mozzarella fior di latte e mozzarella di bufala direttamente da Napoli, olio buono e basilico fresco. Sono Tecnico Dimostratore per Grandi Molini Italiani e mi ritrovo perfettamente nella filosofia che sta dietro alle loro farine. Il mio impasto base è composto con Farina “00” acqua, sale e lievito, rigorosamente poi cotto a legna direttamente sul piano del forno e non in teglia.

Com’è lavorare a Pisa?

Pisa è una bella città con tante opportunità anche se con una forte concorrenza.

Riaprirei qui il mio locale cento volte, (infatti nel 2013 ho aperto Pomodoro e Mozzarella pizza gourmet in collaborazione con mio fratello Giuseppe)ma conto di aprirne altri altrove: il mondo della ristorazione è sempre in fermento ed è importante stare all’erta e non rilassarsi troppo.

 

Che cosa ti ha convinto a entrare nella famiglia Lappetit?

Mi ha convinto l’idea innovativa: un servizio che permetta a noi ristoratori di lavorare bene e di offrire un prodotto e un servizio all’altezza delle aspettative dei nostri clienti. La mia è una clientela storica che ho abituato molto bene in termini di qualità e puntualità, ho famiglie che vengono da noi da 15 anni e tantissimi studenti che accompagno per tutta l’università e anche oltre.

Cosa conta di più nella tua attività la qualità o il prezzo?

È la qualità di ogni singolo ingrediente che ti permette di offrire un prodotto veramente buono. Ed è la qualità che ti porta avanti negli anni e che fa tornare le persone a mangiare la tua pizza, il prezzo viene dopo.

 

Il tuo motto o la frase che dici più spesso a lavoro?

C’è sempre da migliorare, quello che stai facendo lo puoi sempre migliorare. Se lo posso fare io lo possono fare tutti.

 

Più che un motto sembra un mantra…

Sì, come ti dicevo prima, ormai la ristorazione è sempre in evoluzione e non puoi perdere il passo perché chi si ferma è perduto! In generale bisogna essere consapevoli che si può sempre andare oltre il punto in cui siamo adesso e bisogna sempre cercarlo questo oltre, è importante per crescere e per migliorarsi.

Qual è la cosa che ti fa arrabbiare di più sul lavoro?

La poca professionalità e la poca attenzione al cliente. Se io mando via una pizza bucata o bruciata sto mancando di rispetto sia a te che l’hai ordinata sia ai miei collaboratori perché faccio il contrario di quello che pretendo da loro: qualità e cura nel lavoro. Per tornare al mantra di prima: è uno stimolo che do a me stesso prima di tutto perché nella mia pizzeria io devo dare l’esempio.

 

Qual è il tuo piatto forte o quello che ti piace di più? Non devi dire per forza pizza o panuozzo eh…?!

Ahahah! Io mangio la margherita! Saranno anni che non assaggio altre pizze… ma è per il controllo qualità! – ride – Scherzi a parte, quando sono a casa cerco di cucinare sempre cose diverse e non ho un piatto particolare perché in realtà il mio “piatto” è l’impasto.

 

La base, l’origine di tutto insomma…

Sì, esatto. Perché l’impasto è una scienza, ci sono talmente tanti fattori in equilibrio, tanti elementi in un impasto che basta cambiare di poco le temperature per cambiare tutto. Non è solo mescolare ingredienti, ci vuole un concetto alla base. Lo studio, la ricerca delle farine, conoscerle, imparare a capirle. Io uso Grandi Molini Italiani, farina a basso contenuto proteico, e il mio impasto tra lievitazione e maturazione, due processi ben diversi ma appartenenti alla stessa reazione,, riposa dalle 36 e 48 ore. Lo trovo un processo affascinante e bellissimo.

Via Domenico Cavalca, 28

56126 Pisa PI

Posizione

Via Giuseppe Montanelli 18 56121 Pisa (PI) Italia

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